Il manifesto di Avanguardia Operaia

“Avanguardia Operaia” iniziò a formarsi a Milano nel giugno del 1968. Tra i sui fondatori vi era Luigi Vinci , già dirigente della FGCI milanese e tra i promotori del gruppo del “ Manifesto”.  Di idee trotzkiste, divenne esponente di Democrazia Proletaria e senatore di Rifondazione Comunista.

Avanguardia, di chiara ispirazione rivoluzionaria e posizionata in netta contrapposizione al  sindacato tradizionale si prefiggeva , in fase embrionale, di unificare tutte le attività  dei proliferanti “ comitati unitari di base” , contrapposti alla politica giudicata “ accomodante” dei  sindacati nazionali.

La seconda fase della sua storia inizia a Roma, dove ottenne l’adesione di studenti ed operai fuoriusciti dal PCI e dal PSIUP e la confluenza, nella sua organizzazione, del gruppo di “ Sinistra Leninista Studentesca”. Una delle vittime della strage di Piazza della Loggia , a Brescia, del 28 maggio 1974 era una militante di Avanguardia Operaia, la trentaquatrenne Giulietta Banzi Bazoli, insegnante di francese.

Nel 1975 due suoi esponenti, Marco Costa e Giuseppe Ferreri Bravo , aggredirono lo studente del “Fronte della Gioventù” Sergio Ramelli. A causa delle lesioni ricevute, Ramelli morirà in ospedale il 29 aprile 1975. La sua morte  renderà ancora più teso il clima di pesante scontro politico-sociale che era in atto. Il gruppo si sciolse definitivamente nel 1978, con la decisione della maggioranza dei suoi esponenti di confluire in Democrazia Proletaria.

Sezione di Avanguardia Operaia - Percorsi dell'Ecomuseo Casilino Ad Duas  Lauros

Questi i dieci titoli dei temi affrontati nel “ Manifesto di Avanguardia Operaia” scritto nel giugno 1968:

Analisi, esperienze concrete e una linea di lavoro operaio

1 – Tendenze di fondo della situazione economica; politica economica del capitale

2 – Costi sociali della fase attuale dello sviluppo capitalistico

3 – Linea politica e tendenze delle organizzazioni sindacali

4 – Crisi dell’egemonia delle organizzazioni tradizionali su vasti strati proletari

5 – Trasformazione della composizione del proletariato italiano e del suo rapporto con le organizzazioni sindacali

6 – Una esperienza diffusa : la “democrazia operaia”

7- Significato degli strumenti di democrazia operaia, ruolo delle avanguardie e nuclei di avanguardia sui luoghi di lavoro

8 – Obiettivi di agitazione; una corrente sindacale di sinistra?

9 – Alcune esperienze milanesi, nostre e di vari gruppi di lavoratori.

10 – Alcuni problemi di orientamento tattico e di metodo di lavoro

Nicola Lofoco